Befana per gli scrittori!

La Befana ha portato nella calza di chi ama scrivere un fantastico sito:

SCRIPTOR – Lascia il segno!

Online da oggi, Scriptor offre uno spazio dove gli scrittori emergenti possono ottenere visibilità promuovendo i loro testi ed eventuali libri realizzati ma soprattutto farsi conoscere da un ampio pubblico e dai professionisti addetti ai lavori.

Complimenti a Damster Edizioni per l’idea, il sito e la grafica.

Buon Scriptor a tutti!

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INDEPENDENCE NIGHT Drink your addiction

INDEPENDENCE NIGHT, Genova 22 maggio

INDEPENDENCE NIGHT, Genova 22 maggio

Il 22 maggio a Genova tornano in discoteca gli psicologi che prendono parte al progetto “Gli psicologi contro le stragi del sabato sera”.

Ospitati nel locale La Terrazza, gli ideatori dell’iniziativa – Lino Missio, psicologo e filosofo genovese e Luigi Augusto, titolare del portale www.informatutto.info – insieme ad alcuni personaggi politici e dello spettacolo, presenteranno il progetto alle telecamere dell’emittente La7, per la trasmissione Omnibus.

Il progetto “Gli psicologi contro le stragi del sabato sera” vuole creare un aiuto diverso per i ragazzi del weekend, offrirgli un punto di riferimento nel luogo dove ne hanno più bisogno, mettendo a loro disposizione un team di professionisti nei principali locali notturni e discoteche di Genova e della Liguria.

In uno spazio ad hoc quindi, un gruppo di psicologi, rapportato alla capacità del locale, offrirà gratuitamente il suo intervento. Accanto alle piste e ai vari punti bar, si crea cosi un’area riservata dove i ragazzi potranno trovare aiuto, sfogarsi, chiedere consiglio, parlare delle loro dipendenze da alcool e droghe.
Una sorta di breakpoint che, come nel campo dell’informatica, propone un punto di interruzione, inteso in questo caso, come un’alternativa ai bicchieri di troppo e/o all’abuso di stupefacenti vari, che fanno parte ormai del programma del sabato sera.

La scelta di chiamare le serate Independence Night, Drink your addicition – La notte dell’indipendenza, Bevi la tua dipendenza – vuole essere un messaggio paradossale, come spiegano gli organizzatori, che conserva in sé tutti i presupposti insiti del progetto.
Naturalmente il servizio antidipendenze non può eliminare il problema ma è un punto di partenza, un invito a fare piccole cose che possono aiutare i figli, un segnale da parte anche dei gestori dei locali che dimostrano una grande sensibilità verso i problemi dei giovani.
L’iniziativa è una risposta realizzabile per fare prevenzione alla causa principale degli incidenti stradali. L’occhio attento di un team presente in un locale, può vedere dove intervenire immediatamente, per esempio identificando un gruppo di amici troppo allegri, capire se tra loro c’è qualcuno in grado di guidare o meno.

Il progetto “Gli psicologi contro le stragi del sabato sera”, che può essere sviluppato a livello nazionale, al momento è autofinanziato dai locali aderenti ma conta sul coinvolgimento della Regione Liguria e dei singoli comuni che ne fanno parte.

Le visioni di Pasolini, di M Apice

le-visioni-di-pasolini_immagini-di-una-profezia_marzia-apice_webÈ in uscita il saggio scritto da Marzia Apice, Le visioni di Pasolini, Immagini di una profezia. Il libro, disponibile nelle librerie e sul sito www.bibliopolis.it, affronta due aspetti chiave – il rapporto tra il sacro e il profano e l’influenza della cultura classica sulla poetica pasoliniana – riscontrabili ad avviso dell’autrice, in alcune importanti pellicole realizzate tra gli anni ‘60 e ‘70 (La ricotta, Il Vangelo secondo Matteo, Edipo Re, Che cosa sono le nuvole?, Teorema, Medea).

Marzia Apice, romana, dopo la laurea al Dams, a partire dal 2003 lavora come giornalista freelance per diverse testate, occupandosi di cultura, arte e spettacolo. Attualmente collabora, tra gli altri, con Mondadori e Baldini Castoldi Dalai ed è responsabile della pagina del cinema del settimanale RomaWeek. Le visioni di Pasolini. Immagini di una profezia, edito da Bibliopolis, è il suo primo libro.

Concetto Eros

La mia idea dell’Eros, il gioco, l’armonia della mente con il piacere dell’essere, il mistero e la sensualità.

Illuminismo femminile ©

Suggerimenti dal 1700

In uno scritto di Kant, (1784), “Risposta alla domanda: che cos’è l’Illuminismo?”, l’autore definisce come “L’illuminismo è l’uscita dell’uomo dallo stato di minorità di cui egli stesso è colpevole. Minorità è l’incapacità di servirsi della propria intelligenza,  senza la guida di un altro. Colpevole è questa minorità, se la sua causa non dipende da un difetto di intelligenza, ma dalla mancanza di decisione e del coraggio di servirsi di essa senza essere guidati da un altro. Sapere aude! Abbi il coraggio di servirti della tua propria intelligenza! Questo dunque è il motto dell’illuminismo.”

Nell’età dei lumi si proponeva di liberare l’uomo e la società dalle tenebre dell’ignoranza e dell’oscurantismo mediante l’uso della ragione e senza appellarsi a verità rivelate e alla tradizione.

Nel terzo millennio cosa proponiamo? Tutto e niente.
Tutto perché la scienza e la tecnologia in ogni settore avanzano ad una velocità sorprendente; abbiamo imparato a ragionare talmente bene che le nuove proposte arrivano continuamente, lasciandoci spesso senza il tempo di capire la differenza tra l’ultima cosa acquistata ieri e quella di ultima generazione in vetrina già dalla mattina dopo. Gli scienziati si adoperano per risolvere e migliorare qualsiasi momento della nostra vita, anche se poi si discute sul potere decisionale del singolo, se può utilizzare alcune di queste opportunità senza fare ammenda pubblica. Ma questo è un altro argomento.

Niente. Niente perché stiamo correndo verso un infinto che sta mettendo da parte l’essere umano, unico ed esclusivo motivo dell’esistenza del tutto; certamente parte fondamentale e lo dico senza appellarmi a nessun tipo di vangelo, in quanto qualsiasi verità parla dell’importanza della vita anche se in modi diversi.

Per provocazione, mi viene da chiedermi: possibile che l’umanità sia più pronta a correre per comprare l’ultimo televisore con il satellitare che permette di vedere un qualsiasi reality 24/24 piuttosto che correre in cerca di una soluzione da offrire alla vicina che sente urlare di dolore tutti i giorni, quando viene picchiata dal marito?

Una provocazione che vale per infinite.

Qualche anno fa, in un convegno dedicato alla donna del terzo millennio, ho avuto modo di incontrare tante persone e tante sono state le occasioni di confronto e di riflessione con i partecipanti arrivati da ogni parte del mondo.

L’importanza e l’intelligenza della donna è riconosciuta ampiamente da tempo, anche se nessuno nega che il passaggio dalle parole ai fatti è lentissimo. Eppure noi per prime, stiamo ancora qui a recriminare su cose vecchie, in attesa che ci venga riconosciuta chissà quale onorificenza invece di collaborare al passaggio proattivamente.

Tra i tanti interventi proposti al convegno, quello di una donna che raccontava la sua esperienza rispetto alla carriera che aveva fatto, mi colpì in modo particolare per la realtà dei sentimenti vissuti.

Partendo dall’inizio, ci fece conoscere il suo stato d’animo mentre si preparava all’incontro con il suo boss che l’aveva convocata bruscamente senza dargli molte spiegazioni. I pensieri le correvano sull’operato dell’ultimo periodo, verificando mentalmente se aveva fatto degli errori, scandagliando documenti in cerca di eventuali inesattezze, riascoltando conversazioni nel timore di qui pro quo, e cosi via. Nonostante questo lavorio di mente e non trovando nulla da rimproverarsi, si impose una calma interiore e si avvio all’appuntamento.
Con sua gran sorpresa, fu accolta a braccia aperte e un sorriso inaspettato. Il suo capo la invitò ad accomodarsi e le parlò di un nuovo progetto dove la voleva protagonista! Colta piacevolmente alla sprovvista, accettò l’incarico mentre la vocina malefica che conosciamo tutte, aveva già iniziato a tormentarla, provando a mettere in dubbio le sue capacità.
Nella sua relazione ci raccontò i vari passaggi e le esperienze che le permisero di superare i suoi timori di donna, portandola al suo successo personale, prima ancora di quello professionale.

L’insegnamento che mi arrivò all’epoca, lo porgo con umiltà, come pensieri all’insegna di una sorta di illuminismo femminile.

Parto dal concetto che tutto dipende da noi e che dobbiamo fare tutto da sole senza rimandare, avendo l’accortezza di non spostare sugli altri il nostro problema; questo implica che dobbiamo essere oneste con noi stesse in primo luogo, e con gli altri.

Dobbiamo cercare di distinguere in che modo viviamo e ragioniamo, imparare ad ascoltarci, eliminando la testa: se il nostro pensiero è vero lo dobbiamo sentire con tutto il nostro essere.

Impariamo ad assumerci i nostri rischi, attraversare territori sconosciuti per cambiare quello che non ci piace, quello che ci fa stare male, quello che ci devasta e ci uccide, ci uccide tutti.

Soprattutto, smettiamola di paragonare qualsiasi relazione con gli uomini ad un match, nemici da abbattere! Gli uomini intelligenti conoscono il valore delle donne e lo apprezzano sempre: il film Anna and The King (1999) è un esempio delizioso, forte e delicato allo stesso tempo.

L’intelligenza delle donne sta nell’essere se stesse, senza voler essere uomini, perché si perde in partenza. La sensibilità delle donne arriva a supporto della concretezza maschile, per sviluppare un futuro migliore, fatto di uomini e donne nuovi.

Senza dimenticare che loro hanno secoli di potere e storia al maschile all’attivo, noi ricordiamoci del nostro potere femminile che si perde nella notte dei tempi, un potere che uomini scomparsi ci hanno fatto dimenticare.
Forse vale la pena di prendere il lume della nostra era e cercare quel potere che è dentro di noi, utilizzarlo. (gd)

Arrivano gli psicologi salva weekend

L’idea originale di portare gli psicologi in discoteca è partita da Lino Missio, psicologo e filosofo genovese, un po’ di tempo fa. L’incontro con i proprietari del portale www.informatutto.info ha dato poi vita al progetto “Gli psicologi contro le stragi del sabato sera”.

L’iniziativa vuole creare un supporto diverso per i ragazzi del weekend, offrirgli un punto di riferimento nel luogo dove ne hanno più bisogno, mettendo a loro disposizione un team di professionisti nei principali locali notturni e discoteche di Genova e della Liguria.

In uno spazio riservato, uno o più psicologi, in rapporto alla capacità del locale, offrono gratuitamente il loro intervento. Accanto alle piste e ai vari punti bar, si crea cosi un posto dove i ragazzi possono sfogarsi, chiedere consiglio, parlare dei loro problemi.
Una sorta di breakpoint* che propone un’alternativa ai bicchieri di troppo e/o alle droghe che fanno vivere a chi le assume, una realtà immaginaria, dove diventano registi e protagonisti di film inventati, prendono vita situazioni che diventano un palliativo al loro quotidiano, all’assenza dei rapporti con i genitori, con la famiglia.

Naturalmente il servizio antidipendenze non può eliminare il problema ma è un punto di partenza, un invito a fare piccole cose che possono aiutare i figli, un segnale da parte anche dei gestori dei locali che dimostrano una grande sensibilità verso i problemi dei giovani.

L’iniziativa è una risposta realizzabile per fare prevenzione alla causa principale degli incidenti stradali. L’occhio attento di un team presente in un locale, può vedere dove intervenire immediatamente, per esempio identificando un gruppo di amici troppo allegri, capire se tra loro c’è qualcuno in grado di guidare o meno.

In aggiunta e dal mio punto di vista, l’operatività degli psicologi, potrebbe essere diversificata, dal controllo amichevole in pista e/o all’uscita, all’amico a cui chiedere consiglio, creare il giusto supporto, in equilibrio con il loro divertimento,in attesa che diventino più responsabili.

Il progetto “Gli psicologi contro le stragi del sabato sera”, che credo abbia tutti i presupposti per essere sviluppato a livello nazionale, al momento è autofinanziato dai locali aderenti ma conta sul coinvolgimento della Regione Liguria e dei singoli comuni che ne fanno parte.  (gd)

* Nel campo dell’informatica, un breakpoint è un punto di interruzione nel codice di un programma, normalmente usato per scopi di debugging. Un breakpoint è sostanzialmente uno strumento per acquisire informazioni su un programma in esecuzione. (ndr)

Rimbaud

Voglio essere poeta, e lavoro a rendermi Veggente: lei non ci capirà, e io quasi non saprei spiegarle. Si tratta di arrivare all’ignoto mediante la sregolatezza di tutti i sensi. Le sofferenze sono enormi, ma bisogna essere forti, essere nati poeti, e io mi sono riconosciuto poeta. Non è affatto colpa mia. È falso dire: Io penso, si dovrebbe dire: mi si pensa. Scusi il gioco di parole. Io è un altro.

Arthur Rimbaud

(Lettera al Prof. Georges – Izambard, 13 maggio 1871)

Starò in silenzio per ascoltarti… ma non parlare per farmi tacere. H Ak’abal

Farm Garden, by Klimt

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